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Behind the scene

Volevo raccontare una breve storia dietro agli scatti di questo post.

Niente di nuovo o di ecclatante, ma è la semplice realtà di quando si fotografa in strada e si cerca di raccontare una storia, qualunque essa sia.
Ognuno cerca il proprio approccio quando affronta un progetto fotografico. Spesso ci si trova semplicemente nel momento giusto, al posto giusto. Quando si parla di street photography, si possono certamente ascoltare i pareri di personaggi illustri che hanno fatto di questo ambito, il loro marchio di fabbrica. Storie bellissime, narrate per immagini. I reportage possono assumere valenze decisamente importanti anche dal punto di vista storico, lo sappiamo. Tutti abbiamo visto immagini che hanno raccontato la nostra storia. Dalle guerre, alle manifestazioni, all’evoluzione socio-politica dei paesi.
Ma tornando su concetti più semplici, quando si esce per una sessione di fotografia di strada ci si può concentrare su un determinato aspetto che si desidera raccontare.
Possiamo decidere a priori quale sia lo scopo della nostra giornata ed andare in giro cercando quella precisa storia da descrivere.

Ecco, bene, non è il caso che sta dietro a queste immagini.
Non avevo una precisa volontà, se non quella di non pormi dei limiti. Osservare, provare e osservare ancora. In cerca di dettagli che mi dessero una ispirazione.
Avevo già scattato diverse immagini. Io dò moltissima importanza alla luce. Adoro le luci nette e dure, che creano contrasti e ombre precise. Molto spesso trovo una scena interessante, che mi piace, ma non la scatto se le luci non mi convincono. Le ombre aiutano a raccontare, perché celano e allo stesso tempo rivelano e rafforzano la storia. Un’immagine piatta, anche se ricca di contenuti perde la sua forza.
Qualche scatto buono lo avevo realizzato, ma non ero molto soddisfatto pur avendo trovato le condizioni di luce che preferisco.
Stavo per rientrare, quando sulla mia strada mi trovo di fronte a questa scena: un signore anziano, dall’aria stanca si siede su una panchina davanti a me per riposare e fumare in santa pace.
Smoking manUn attimo in cui percepisco il semplice piacere di quell’uomo, nell’accomodarsi in tranquillità per godersi un momento solo per lui. Si guarda attorno, osservando la gente che gli passa accanto e che frequenta la piazzetta. Continua a fumare e io non riesco mai a scorgergli il volto, al massimo un profilo accennato. Mi fermo qualche metro dietro di lui e osservo. La luce è esattamente dove dovrebbe essere. Le ombre perfette, creano il contrasto che cerco con la sua sagoma abbondante e il fumo bianco intenso che si diffonde nell’aria. Anche la direzione che prendono le nuvole di fumo mi piace. Ci siamo. Mi abbasso, inquadro e scatto. Aspetto che il momento migliore arrivi, non sapendo se mai ci sarà. Verifico subito dai primi scatti che l’immagine mi convince, peccato solo che in alcuni momenti ci sia troppa gente attorno… Ormai capisco e riesco ad anticipare le boccate di fumo dell’uomo. E scatto ancora. Passano un bambino in bicicletta seguito da quello che penso essere il padre… l’uomo sembra seguire appena la scena e resta concentrato nel suo fumare. La piazzetta sembra improvvisamente liberarsi, il momento che aspettavo sta per arrivare. Ma è allora che l’uomo smette di fumare, si china leggermente e lentamente quasi per darsi uno slancio col suo bastone e si alza, andandosene, senza mai guardarsi indietro.

Smoking man

Quel signore non si è accorto di nulla. Si è goduto il suo momento e inconsapevolmente ne ha regalato uno piacevole anche a me. Ha reso l’uscita di quel giorno non inutile. Ha dato un senso a quello che un fotografo cerca.
Tornando a casa continuavo a pensarci ed è bello come a volte tu possa incappare in una scena coinvolgente… avevo quasi la sensazione di aver rubato la libertà del momento a quella persona. Ma essendo disposti ad osservare e vivere l’attimo e il luogo in cui si è, si scorgono momenti unici che vale la pena di imprimere.
O rubare, appunto.

Filippo Orsi – PhotOrsi

  • Fujifilm Italia x revolution tour
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FUJI X REVOLUTION TOUR – Parte 2

Nella prima parte dell’articolo, ho cercato di spiegare quali siano secondo me le caratteristiche positive dei prodotti Fujifilm e come mai molti utenti Nikon, Canon ecc. stiano passando a questo formato.

Tramite una serie di workshop e seminari organizzati direttamente da Fujifilm Italia, sotto il nome di “Fuji X Revolution Tour“, in diverse città d’Italia gli appassionati del brand o anche gli scettici, hanno potuto testare a fondo tutta la serie X, comprese le novità appena presentate.

Devo dire che gli eventi sono ben organizzati, a partire dalla procedura di prenotazione del tutto gratuita tramite email. Le giornate sono suddivise tra workshop e seminari, potendo scegliere quale sia di nostro maggiore interesse. I fotografi presenti sono tutti appartenenti al “clan” degli X-Photographers. Professionisti di indubbia capacità, esperienza ed empatia.
Sono sempre a disposizione per approfondire o spiegare concetti e tecniche che poi vengono messi in pratica, riuscendo a dimostrare fino in fondo le possibilità creative di questi oggetti.

Parallelamente, si può richiedere al personale addetto di provare le attrezzature. Sia corpi macchina che ottiche. Si possono utilizzare durante i workshop programmati, oppure testarli in uscite esterne nelle zone limitrofe. In ogni caso, un ottimo modo per conoscere sul serio i prodotti Fuji e le loro capacità.
_DSF2946Durante la mattinata ho frequentato il corso tenuto da Marco “Yorick” Tortato, sulle tecniche del ritratto utilizzando una sola fonte di luce, nel caso specifico uno speedlight, ovvero il nuovo flash appena presentato EF-X500.
E’ stato molto interessante e Marco ha mostrato anche diversi accessori, light-shaper, che in abbinamento al nuovo EF-X500 possono dare risultati davvero belli. Con l’utilizzo di una sola fonte luminosa, ma usata nel modo corretto, le possibilità creative sono moltissime.

Fujifilm Italia x revolution tourNel pomeriggio ho seguito Gabriele Lopez e il suo workshop sulla street photography. In primis abbiamo analizzato alcuni suoi lavori approfondendo dei concetti legati a questa tipologia di immagini. Dopo di che abbiamo potuto fare una escursione in strada scattando anche con il supporto di una modella. Eravamo davvero in molti, purtroppo non è l’ideale in questi casi in quanto non si riescono ad approfondire al meglio determinati aspetti, ma allo stesso modo si possono carpire preziosi consigli.

Infine, l’ultimo workshop è stato nuovamente con Marco Tortato e in questa parte abbiamo analizzato le tecniche di ritratto in studio con più fonti luminose. Osservando alcune fotografie di autori famosi abbiamo capito come fossero state realizzate. E’ una pratica molto interessante e anche istruttiva, perché fa capire come possiamo affrontare determinate situazioni e quali risultati si possono ottenere. Fujifilm Italia x revolution tourIn seguito, sempre grazie alla presenza di una modella, ho potuto mettere di nuovo alla prova l’attrezzatura Fuji, constatando le ottime possibilità che offre.

Le prove su cui mi sono concentrato maggiormente sono state con la nuova X-T2 e le ottiche 50-140 f2.8, 35 f2, 16-55 f2.8, 56 f1.2 e 90 f2. Quest’ultimo mi è piaciuto davvero moltissimo. Luminoso, ben costruito e nitidissimo. Gli zoom sono lenti ottime, direi da che non possono mancare in un corredo completo. Qualità costruttiva solida e qualità di immagine eccellente.
Il nuovo 35 f2 è molto ben costruito, piccolo, ideale per la street e con ottime qualità. Il 56, dal canto suo, è decisamente un must. Super luminoso, regala sfocati incredibili e una nitidezza senza pari. I ritratti sono il suo pane.
Conoscendo già bene il 23 f1.4, il 18-55 f2.8-4 e il 10-24 f4, posso dire senza alcun dubbio che tutta la gamma può soddisfare ogni esigenza. Ci possono essere delle migliorie e delle aggiunte, ma sono sicuro che non mancheranno. Anzi, si può già leggere che sono in previsione per il 2017 nuove ottiche molto interessanti.
Vorrei concludere con qualche accenno su X-T2. Avendo già amato le caratteristiche di X-T1 e sapendo anche in quali parti poteva subire dei miglioramenti, devo ammettere che l’ultima arrivata soddisfa appieno tutte le aspettative. Al di là del nuovo sensore da 24 megapixel, le migliorie in termini di autofocus, resa agli alti ISO, velocità di scatto sono solo alcune delle cose che la rendono una numero 1 del mercato. La presenza del nuovo joystick utilizzabile mentre si scatta per cambiare i punti di messa a fuoco, l’ho trovato da subito molto intuitivo e comodissimo. Analizzando le immagini a computer, poi, i RAF prodotti hanno una profondità e nitidezza al pari delle full-frame. La mancanza del filtro passa-basso rende le immagini sempre molto dettagliate, mentre i colori hanno una resa realistica. Anche i jpeg sono subito pronti per essere utilizzati. Grazie alle simulazioni film disponibili tipiche di Fuji, ci si può sbizzarrire nella composizione delle immagini che più ci coinvolgono. Come la simulazione ACROS studiato appositamente per i nuovi sensori X Trans III che regala un bianco e nero fantastico, già pronto per essere stampato.
Insomma, per quanto ne avessi letto ottime recensioni, la prova pratica ha davvero confermato il tutto. Certo, mi piacerebbe testarla ancor più a fondo, ma non credo che riscontrerei impressioni diverse da quelle che mi sono fatto.

Il Fuji X Revolution Tour è stata una bella esperienza, concreta e senza dubbio molto utile.
Hanno avuto ragione a puntare su questo APS-C e se tanto mi dà tanto, mi auguro che la stessa sorte spetti all’attesissimo medio formato…. Aspetto con ansia la prossima edizione, sperando proprio di riuscire a testarlo.

Filippo Orsi – PhotOrsi

  • Fotoarredo legno con vetro
  • Fotoarredo legno con vetro
  • _DSC3381copia
  • _DSC3391copia

Ritratto in Vetrina

Arredare con la fotografia.
Sicuramente l’influenza del settore dell’arredamento, a me molto vicino, suscita costantemente la creatività anche nel campo fotografico.
Gli ambienti possono assumere aspetti completamente differenti grazie al solo utilizzo di immagini. Le pareti diventano come la tela bianca per un pittore. Che si scelga di esporre le proprie o quelle più famose non conta, l’effetto finale darà sicuramente molta soddisfazione.
Ci si può sbizzarrire anche uscendo dagli schemi e pensando a supporti nuovi o fuori dal comune per esporre delle fotografie. Non solo a parete, ma anche in appoggio a terra….
Oggi come oggi abbiamo in più una vasta possibilità di stampa, partendo dalle tante carte con finiture e qualità differenti, per andare su supporti moderni come l’alluminio, il plexiglass o il vetro.

_DSC3391copiaIl formato fotografico quadrato mi piace molto anche per le opportunità creative che offre.
Volendo offrire un portfolio di immagini che possano raccontare maggiormente la persona ritratta, il quadrato mi aiuta a comporre meglio i dettagli e le espressioni dei soggetti.

Le stampe sono tutte realizzate su carta fotografica professionale Fuji con dimensioni standard di cm 13 x 13, ma sono disponibili diverse possibilità.
Per quanto riguarda il supporto, invece, viene realizzata una cornice con fondo in legno verniciato, il tutto con spessore di 3 cm. Poi viene applicato il vetro fatto su misura.

Le misure complessive della vetrinetta sono personalizzabili a seconda della tipologia di portfolio che si desidera.
Nella fattispecie, per un portfolio di coppia, è prevista una dimensione standard interna (esclusa la cornice) di cm 150 x 60 con 44 foto di cm 13 x 13. In questo modo anche l’impatto visivo è notevole e sicuramente coinvolgente.

Per ulteriori informazioni, info@photorsi.com

Filippo Orsi – PhotOrsi