• Fujifilm X T2
  • Fujifilm XT2 back
  • Fujifilm XT2 battery boost
  • Fujifilm X PRO2
  • Fujifilm XPRO2 back
  • thunder storm tempesta di fulmini by filippo orsi

    Fuji X100 - 12mpx

  • landscape fotografo di paesaggi by filippo orsi

    Fuji X100 - 12mpx

FUJI X REVOLUTION TOUR – Parte 1

Il 26-27 Novembre scorsi si è tenuto a Milano l’ultimo appuntamento dell’anno del Fuji X-Revolution Tour, organizzato da Fujifilm Italia.
Presso l’Hotel NH Milano Touring, adiacente a Piazza della Repubblica, workshop e seminari si sono susseguiti richiamando gli appassionati del marchio e non.

Da circa 5 anni Fujifilm ha cominciato a rivoluzionare il mercato delle macchine fotografiche professionali, introducendo e brevettando un innovativo sistema mirrorless, basato su un sensore APS-C (23,6 x 15,6 mm) denominato X-Trans CMOS sensor. Un sensore che è in grado di generare immagini con qualità e colori senza compromessi, grazie alla mancanza del filtro ottico passa-basso e di un innovativo sistema di pixel.
Oggi, con l’arrivo di X-T2 e X-PRO2, questo sensore è arrivato alla sua terza evoluzione. Fujifilm X T2Fujifilm X PRO2

Di recensioni dettagliate e molto esaustive sui prodotti Fuji ce ne sono davvero molte. Per questo non voglio farne una ulteriore, anzi. La prima parte di questo articolo la vorrei dedicare al mondo delle X-series, per poterne descrivere le caratteristiche principali e, di conseguenza, le motivazioni che mi hanno portato a sposare sempre di più questo brand. Nella seconda parte, invece, farò un breve approfondimento sui workshop di Milano.

Nonostante la richiesta incessante da parte della clientela professionale, di realizzare un sistema full-frame, ovvero con sensore da 35mm, Fuji ha creduto fino in fondo nel progetto APS-C, facendo capire che i fruitori finali si sarebbero ricreduti e infine convinti della bontà della strategia nipponica.
La lungimiranza è dovuta al fatto che hanno saputo leggere attentamente le tendenze del mercato fotografico in eterna evoluzione e in più, lo abbiamo scoperto da poco, il planning prevedeva lo sviluppo e il ritorno del medio formato (settore in cui Fuji ha sicuramente un grande passato), facendo sì che la necessità di creare un sistema ex-novo full frame venisse baipassato.
Continuiamo a vedere la tendenza di produrre sensori full-frame così ricchi di pixel da far concorrenza alle medio formato esistenti. Fuji ha pensato che lo sviluppo di un sistema più piccolo, ma riprogettato e approfondito in modo da renderlo competitivo al 100% con più blasonate fotocamere 35 mm, unito ad un nuovo medio formato sempre mirrorless, fosse la strategia migliore per poter occupare nuove aree di mercato e soddisfare una sempre più larga fascia di clienti. Professionisti e non.
Tanto marketing insomma, ma anche tanta astuzia e bravura nel creare prodotti davvero di alta gamma.

In internet esistono comparazioni e test fatti con tutte le principali concorrenti, addirittura con fotocamere di natura superiore, almeno sulla carta. Beh, bisogna ammettere che lo sviluppo fatto da Fuji è davvero notevole. Anche analizzando scatti eseguiti nelle medesime condizioni, risulta arduo riconoscere un file full-frame.
Ovviamente potremmo stare a discuterne un’infinità, ma se vogliamo fare un’analisi tecnica, è davvero così. O quantomeno, la differenza tra l’uno e l’altro si è assottigliata talmente tanto da chiedersi se davvero ne valga la pena di avere un corredo fotografico molto più ingombrante e pesante.
Questo è proprio uno dei punti di forza principali che ha garantito una crescita così veloce al sistema X. Il fatto di avere tra le mani un oggetto compatto, perfettamente bilanciato e leggero, non solo aumenta il piacere che si ha nell’utilizzarlo, ma ha grossi vantaggi in termini di trasportabilità e ingombro. Cosa non da poco.
Infatti, una volta appurata la qualità estrema delle immagini prodotte, il fattore “dimensioni” risulta il valore aggiunto che fa convertire sempre più Nikonisti e Canonisti a questa realtà. Inoltre, bisogna notare che anche la strategia di prezzo impostata gioca un ruolo chiave. Se prendiamo ad esempio le ammiraglie X-T2 e X-PRO2 potremo facilmente valutare che, pur essendo considerevole, il prezzo non sarà mai al pari delle corrispettive reflex professionali. Stessa cosa vale per molti obiettivi.
Su questi ultimi va detto che la gamma è ampia (al momento dai 14 a 400 mm, senza considerare le terze parti e i moltiplicatori di focali) e lo sviluppo è costante, con nuove uscite dalle qualità costruttive e ottiche davvero di primo livello.

Intendiamoci, scegliere Nikon, Canon ecc. non è certo un errore, anzi. Macchine full-frame come le Leica M o SL fanno parte della mia lista dei desideri.
Io non lavoro per Fuji in alcun modo e, per di più, sono ancora un Nikonista e utilizzo D800 abitualmente. Lo sviluppo tecnologico coinvolge tutti i costruttori, i passi avanti sono davvero incredibili se si pensa a solo 10 anni fa. E immagino che continuerà ad essere così. Ma mi sto sempre più convincendo che il futuro sia davvero in mano alle mirrorless. Anche una casa blasonata come Leica ha prodotto una fotocamera full-frame indirizzata al professionista puntando su questo sistema. Qualche cosa vorrà pur dire!
Di recente ho proprio ragionato di questo con mio fratello e valutavamo come in effetti le caratteristiche del full-frame non siano più così determinanti sotto molti punti di vista.
Proviamo a valutare le principali differenze che intercorrono tra il 35 mm e l’APS-C.

- La profondità di campo.
Un sensore a pieno formato ha una profondità di campo minore rispetto ad un sensore più piccolo. In questo modo gli sfocati sono migliori, più coinvolgenti e creativi e si può staccare il soggetto dallo sfondo anche chiudendo di uno stop in più il diaframma rispetto ad un APS-C.

- La resa agli alti ISO.
La maggiore grandezza del sensore garantisce una qualità di immagine molto buona e, in alcuni casi ottima, anche alzando molto gli ISO. Poter utilizzare questa capacità fa sì che in scarsità di luce si possano ottenere ottimi risultati anche scattando a mano libera.

- Numero ottiche di qualità.
Da sempre il parco ottiche di alto livello destinate a sensori 35 mm è ampio. Non solo esistono le ottiche delle case costruttrici dei corpi macchina, ma oggi come oggi anche le terze parti sono in grado di fornire prodotti di pari livello (in alcuni casi anche maggiore) tenendo un occhio di riguardo al lato economico.

- Durata batteria.
La durata della batteria è fondamentale. Nelle reflex pieno formato questo dato è sicuramente di primo livello. La durata è considerevole, in più i segnali di avviso del consumo sono ben calibrati. D’altro canto, essendo la macchina stessa più grande, anche la batteria risulta più grossa e duratura.

Ora, queste caratteristiche sono del tutto oggettive. Quello che occorre fare secondo me, è porle in relazione all’utilizzo reale che ne facciamo. La maggiore profondità di campo, ad esempio, potrà risultare ininfluente o addirittura ideale per il tipo di fotografia che facciamo. E’ una scelta consapevole che si fa. Scattare foto di matrimonio utilizzando un’apertura di f1.4 avendo un profondità di campo maggiore, potrà dare più sicurezza nell’ottenimento della nitidezza che vogliamo. Nella fotografia di paesaggio dove si ricerca la massima qualità chiudendo il diaframma, il problema non sussisterà nemmeno.
Per quanto riguarda gli alti ISO, invece. L’evoluzione fatta dal sensore X-Trans anche in questo campo è significativa. I livelli ottenuti in condizioni di scarsa luminosità sono palesemente equiparabili e non rappresentano più quel limite invalicabile che era in origine. Si ottengono facilmente ottime immagini in ogni condizione di luce e constatando i miglioramenti fatti sino ad oggi, c’è da scommettere che continueranno di questo passo, arrivando ad ottenere anche una gamma dinamica sempre più ampia.
Infine, le ottiche, come accennato prima, si compongono già di un discreto numero di focali, tra fissi e zoom. La qualità è stata studiata appositamente da Fuji per ottenere il meglio dai propri sensori e tenendo conto che è un sistema “nuovo”, si arricchirà ancora nel prossimo periodo. In ogni caso, volendo passare al sistema X, si può facilmente appagare ogni esigenza fotografica, senza doversi accontentare di lenti mediocre.
La batteria, al contrario, resta un difetto che al momento non è in grado di reggere il paragone. Effettivamente la durata non è di pari livello e bisogna munirsi di diverse scorte per evitare spiacevoli inconvenienti. Con l’utilizzo dei battery grip la durata aumenta, ma in ogni modo è un aspetto che sicuramente verrà migliorato in futuro. In questo Fuji ascolta molto il parere dei propri clienti.

Ritornando alla discussione familiare con mio fratello, ci siamo resi conto che alla luce di tutte le suddette caratteristiche, quello che continuava a lasciarci perplessi era la pura qualità d’immagine. Utilizzando la D800 si tende a sottovalutare sensori con risoluzioni inferiori, pensando che le immagini non siano dettagliate e ricche allo stesso modo. Beh, effettivamente il numero di pixel è inferiore. Se vogliamo fare ingrandimenti, chiaramente non potremo spingerci oltre un certo limite. Con una macchina come la D800 a volte, pur sbagliando un’inquadratura o la focale, riusciamo a tirarne fuori un’ottima immagine facendo un crop che altrimenti porterebbe ad una perdita di qualità. Ma quante volte può succedere? Ad ogni modo con una X-T2 si riescono a fare ingrandimenti e crop tranquillamente e personalmente ho degli ingrandimenti fatti con la prima X100 da 12 megapixel che sono perfetti.

Fuji X100 - 12mpx

Fuji X100 – 12mpx

Fuji X100 - 12mpx

Fuji X100 – 12mpx

A volte ci lasciamo ottenebrare dalla qualità d’immagine prodotta da sensori con 30/40 megapixel, non rendendoci conto di quanto effettivamente ne sfruttiamo le capacità. Ovviamente ci sono dei settori professionali in cui si resta molto legati ad immagini pesanti e ricche di dettagli, ma per questi ci sono appunto le medio formato. Se si riesce a constatare che la gran parte delle caratteristiche che un cliente vuole può essere oltremodo soddisfatto anche con sensori più “piccoli”, allora è inevitabile mettere in dubbio l’utilizzo di una reflex.
Ripeto, mettere in dubbio.

Dopo aver conosciuto il nuovo sistema X con la X100 e poi successivamente con X-T1, il dubbio continuo ad averlo e i workshop di Milano lo hanno sicuramente alimentato….

Filippo Orsi – PhotOrsi

Comments are closed.