Fotografare fiere, esibizioni o eventi.

Come ho già affrontato in un precedente articolo, le manifestazioni fieristiche in generale rappresentano un’ampia e concreta possibilità lavorativa per un fotografo.
Personalmente mi sono trovato spesso a lavorare in queste circostanze. Non tutte le fiere sono uguali ovviamente, ma quello che ritorna sempre è l’approccio che il fotografo ha o dovrebbe avere. Sostanzialmente io divido il lavoro svolto durante una fiera in due parti principali: la committenza; il reportage.
Può succedere che le due cose coincidano, ma questo lo vediamo in seguito.

Che sia una fiera di arredamento, di auto o moto, all’aperto o al chiuso, in Italia o all’estero, avrete sempre a che fare con una committenza. Colui che vi paga in poche parole! Per questo è la parte più importante.
Potrebbe essere un’azienda espositrice, una testata giornalistica specializzata oppure l’ente fieristico stesso. Le possibilità sono diverse, ma sempre ci saranno delle necessità che dovranno essere soddisfatte. Infatti, qui l’estro e le capacità del fotografo devono essere necessariamente subordinate alla committenza. Il nostro tocco lo potremo poi mettere in tutto, cercando di caratterizzare il più possibile anche quegli scatti che riterremo banali e piatti, ma che bisogna realizzare. Non è solo una questione di guadagnarsi la propria parcella, ma di soddisfare le esigenze e le aspettative di chi ci commissiona. Solo così potremo instaurare un rapporto continuativo.
Milan Fair ISaloni 2013 Salone del mobile Romeo Orsi-0007Quindi prima di tutto ascoltare e pianificare insieme il lavoro. Capire o far capire come può essere meglio fotografare e che tipo di risultato finale ottenere. Dopo di ché, lavorare sul campo. Se la committenza è un espositore, ci chiederà di realizzare delle foto al proprio stand e ai prodotti esposti. Queste foto spesso verranno utilizzate sul web, su riviste o sui loro cataloghi. In questi casi quindi dovremo effettuare diversi scatti, valutando l’illuminazione se già presente nello stand, oppure artificiale nel caso in cui non bastasse quella ambientale. Generalmente le foto allo stand si effettuano in presenza di poca affluenza di pubblico. Per questo molte ditte fanno fotografare gli stand nelle ore serali dopo la chiusura. Una volta ottenute le foto “standard” di stand e prodotti, ci si può anche concentrare su qualche scatto più vivo. Come ad esempio il pubblico e l’affluenza di persone. In questo modo faremo vedere anche la vivacità che si crea attorno allo stand, la curiosità e il buon effetto che crea sui passanti e clienti. Dando così spessore all’azienda.
Questi scatti appartengono a quella che io considero la seconda fase lavorativa: il reportage.

Il reportage, appunto, è quella fase in cui ogni fotografo può arricchire il lavoro che presenterà con qualcosa di particolare, dando qualche spunto, mostrando delle stravaganze…. insomma, completare il tutto con qualcosa che vada oltre. Far capire a che tipo di fiera si stia partecipando ad esempio. Sempre tenendo conto del briefing effettuato con la committenza e le proprie esigenze.
fotografo fiere eventi stand by filippo orsiCome accennato in precedenza, il reportage e la committenza potrebbero a volte coincidere. Questo accade quando chi vi offre il lavoro è ad esempio l’ente stesso della fiera o una testata giornalistica. In questi casi vi sarà richiesto di realizzare un vero e proprio reportage sulla manifestazione in generale. Dovrete quindi non limitarvi più a fotografare lo stand o i prodotti di un’azienda, ma avere una visione d’insieme. Anche in questi casi è importante sapere in anticipo quali siano le esigenze e a che scopo vorranno utilizzare gli scatti. Otterrete un buon lavoro se riuscirete a soddisfare le richieste, concentrandovi quindi sui particolari o gli aspetti che si devono evidenziare tramite le vostre foto, arricchendo il tutto con la vostra visione o intuizione che possa dare tagli nuovi o non banali anche in lavori apparentemente poco vivi come questi.

Un ultima, ma importante riflessione che voglio fare su questo tipo di specializzazione fotografica è la possibilità di acquisizione di contatti sul campo. Infatti, una cosa che accomuna tutte le fiere, è la scontata presenza di tanti espositori. Sono tutti potenziali clienti. Va da sé quindi capire che anche solo frequentare gli ambienti fieristici possa diventare un ottimo investimento a bassissimo costo.

Il punto di vista tecnico lo affronteremo poi in un altro articolo.

Filippo Orsi – PhotOrsi

Comments are closed.